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Il risveglio...

Spalanco gli occhi, nel mio volto un tiepido sorriso, subito inasprito dalla consapevolezza di essere tornato nel mondo reale, quel mondo enigmatico, dove ogni giorno, soprattutto quest’ultimo periodo, è una dura lotta contro il tempo, lo spazio, le persone, i sentimenti e soprattutto la ragione...eggià, brutta bestia la ragione, la riflessione sulle cose viste in maniera oggettiva quando vorresti non vederle…è la battaglia più impetuosa che richiede uno sforzo smisurato, cercare di autoconvincersi che le cose purtroppo stanno realmente così e che niente e nessuno potrà cambiarle…ed invochi il tempo affinchè compia il suo dovere...quello di dimenticare, di accantonare il dolore che si prova, non è rassegnazione ma mera voglia di andare avanti.

Mi piace pensare che ogni ferita si rimargina con il passare dei giorni, anche la più profonda…che si esce dalla convalescenza più forti che mai, pronti a sfondare il mondo e magari con una percezione della vita differente…dagli errori c’è sempre un qualcosa da imparare, si cresce, si prende consapevolezza dei proprio sbagli e quel macigno che oggi è riposto sopra il mio cuore un domani sarà un semplice sassolino che terrò nella mia tasca…già, non lo butterò via, ma sarà vivo sempre in me perché è un insegnamento che vale la pena tenere a portata di mano. Si dice che il passato non bisogna cancellarlo anche se ci ha donato gratuita sofferenza, perché se siamo quello che siamo oggi è grazie ad esso…infatti non disdegno nulla e nella mia mente rimarranno vivi tutti i ricordi…ma è ora di pensare all’avvenire curando il presente.

Mi alzo dal letto, mi infilo le pantofole, apro la tenda della mia camera…e lungo l’orizzonte c’è il sole che si sta innalzando…è “l’alba di un nuovo giorno”, riprendo quel sorriso che avevo vietato a me stesso, mi vesto ed esco dalla mia uggiosa stanza, nella quale fino a due secondi fa vagava l’autocommiserazione, alla ricerca della spensieratezza e della voglia di ridere. Basta sognare, è ora di mettere in moto la voglia di fare, essere artefici del proprio destino e non stare lì a rimuginarci su aspettando chissà quale evento che possa stravolgerti la vita!

Apro la porta, una luce accecante mi avvolge: “ciao gente…fabrizio torna a vivere!”

La fenice rinasce sempre dalle sue ceneri.

  

Pubblicato il 16/1/2008 alle 16.25 nella rubrica Diario.

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